mercoledì 2 marzo 2016

LA FIGURA RETORICA DEL CLIMAX


CLIMAX CON LE IMMAGINI
In ambito figurativo può corrispondere al climax l’accostamento di immagini che amplificano (o riducono) un concetto. Ad esempio Caspar David Friedrich (1774-1840) rappresenta Le tre età dell’uomo raffigurando due bambini che giocano sulla riva, il padre in piedi al centro e un anziano con il bastone, il nonno, che li sta raggiungendo. Lo stesso concetto è espresso attraverso le barche sull’acqua: le più piccole sono appena salpate, quella al centro ha preso il largo e simboleggia l’età matura, mentre i due velieri in mare aperto, sulla linea dell’orizzonte, pronti a scomparire alla vista, rappresentano l’ultima fase della vita.



a cura di Silvia



 

martedì 1 marzo 2016

sabato 27 febbraio 2016

"PETALOSO" E L'ACCADEMIA DELLA CRUSCA

Si può dire petaloso?

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#petaloso - Matteo, la maestra, il fiore petaloso e l'Accademia della Crusca 24 febbraio 2016 

Tutto inizia con un post su Facebook della maestra Margherita: "Qualche settimana fa, durante un lavoro sugli aggettivi, un mio alunno ha scritto di un fiore che era "petaloso". La parola, benché inesistente, mi é piaciuta, così ho suggerito di inviarla all'Accademia della Crusca per una valutazione. Oggi abbiamo ricevuto la risposta, precisa ed esauriente. Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo". In allegato la maestra posta le foto della lettera inviatale dalla Crusca che spiega che la parola "petaloso" è ben formata e ce ne sono altre che seguono lo stesso principio. Pelo+oso, per esempio, dà origine a peloso (pieno di pelo), dunque ben potrebbe petalo+oso diventare "petaloso" (pieno di petali). L'Accademia spiega poi come una parola entra nel vocabolario: se tanti la usano e la capiscono diventa un vera "parola". 

venerdì 26 febbraio 2016

UNA MATTINA ALLA SCALA


                                                di Giorgio

      Il giorno 26 febbraio, la maggior parte degli studenti della scuola Santa Caterina da Siena è andata al Teatro alla Scala, a vedere il Flauto Magico in versione per bambini. Al teatro erano presenti anche altre classi di altre scuole. Quasi tutta la classe IC era in platea e il resto della classe nei palchi. La sala era molto ben allestita con un magnifico lampadario sul soffitto che mi ha lasciato stupito, le poltrone erano molto comode e confortevoli, invece i palchi erano più piccoli di quanto immaginassi ad eccezione del palco reale che era stupefacente.
      Il direttore d'orchestra era Paolo Spataro. I principali personaggi dell'opera erano Tamino, Pappageno, Pamina, Pappagena, la Regina della Notte, Sarastro e le tre dame.
       La storia si svolge in un mondo simile a quello dell'antico Egitto e racconta come il valoroso Tamino riesce a conquistare il cuore di Pamina, figlia della Regina della Notte grazie all'aiuto del flauto Magico e dell'uccellatore Pappageno. Anche Pappageno trova il suo amore: Pappagena.
     In particolare, mi è molto piaciuta l'ambientazione e gli attori anche se non riuscivo a capire bene quello che dicevano malgrado l'opera fosse tradotta in italiano.
Mi ha colpito il fatto che, essendo recitata dal vivo, ho potuto notare un piccolo incidente: a Sarastro è caduto un pezzo del vestito.
      Mi è dispiaciuto non poter visitare il teatro alla fine dello spettacolo ma ho potuto incontrare gli attori e farmi fare degli autografi sulla locandina dell'opera.
Questa giornata mi è molto piaciuta perchè ho potuto visitare uno dei più importanti teatri del mondo, l'opera è stata divertente e ho potuto apprezzare un'esibizione dal vivo.



    di Marta e Silvia

          Venerdì 26 febbraio siamo andati, con la metropolitana, alla Scala per vedere Il Flauto Magico per bambini. Prima di entrare nel teatro ci siamo divisi in tre gruppi: un gruppo è andato con la professoressa Serafini, il secondo con la professoressa Platania e due ragazze sono andate con la professoressa Maculan nei palchi. Quando siamo entrati abbiamo notato un bellissimo lampadario enorme al centro della sala; sopra ogni tre o quattro palchetti c’erano delle luci. Le poltroncine della platea erano comodissime e ricoperte di un morbido velluto rosso, dalla nostra posizione si vedeva benissimo.
           Il palcoscenico dove si esibivano gli attori era grande, su di esso c’era un grosso libro dove dei “pappagalli” giravano la pagina che era il luogo dove si ambientava, in quel momento, la storia. Gli attori erano i seguenti: Giovanni Romeo = Papageno, Giovanni Sebastiano Sala = Tamino, Fatma Said = Pamina, Yasmin Ozkan = Regina della notte, Elisa Huber = Papagena, Oganes Avakyan = Sarastro, Federica Lombardi = Prima Dama, Aya Wakizono = Seconda Dama, Chiara Tirotta = Terza Dama e Monostate = Francesco Castoro. 
           Questa uscita ci è piaciuta molto perché andare alla Scala è un’esperienza magnifica: Il flauto magico è stata un’opera veramente avvincente! 
di Hiber

        Il  26  Febbraio molte classi della Santa Caterina sono andate alla Scala a vedere “Il flauto magico”, l’opera di Mozart, in una versione speciale per le scuole. Con noi c’erano alcuni professori e un paio di genitori.
      Appena sono entrato, sono stato colpito dalla bellezza del teatro: al centro della sala c’era un enorme, bellissimo lampadario; c’era un grande palco dove si esibivano gli attori e sotto il palco, lo spazio riservato all’orchestra, tutta di giovani.  
Mi ha colpito anche lo stile delle maschere, erano tutti uguali con una divisa molto elegante.
        La storia è quella del principe Tamino che s’innamora di Pamina, la figlia della Regina della Notte e viene incaricato da lei di salvare sua figlia da un prepotente che l’aveva rapita. Tamino viene aiutato a salvare la principessa da Papageno e grazie ad un flauto magico supereranno delle prove e la libereranno.
        Alla fine dell’opera, tutti gli attori che poi sono anche cantanti essendo un’opera, ci aspettavano per salutarci e noi gli abbiamo chiesto gli autografi.
      Questa giornata mi è piaciuta molto perché per la prima volta sono andato alla Scala, uno dei teatri più importanti del mondo, e ho visto un’opera.
di Lorenzo

      Venerdì 26 Febbraio sono andato con la mia classe al teatro Alla Scala.
      Entrati al teatro, ci siamo tutti meravigliati per la grande bellezza del luogo, in particolare ci ha colpito lo splendore del lampadario al centro della sala.
      All' inizio dell'opera come presentatore dello spettacolo è  arrivato Papageno che ha iniziato ha raccontare la storia del Flauto Magico.
      In mezzo al palco c'era un enorme libro che serviva come scenografia, ai lati c'erano due grossi libri su cui era scritto il nome dell'autore dell' opera ed ai lati erano raffigurate delle nuvole.
     La parte che mi piaciuta di più stata l'aria della regina della notte perchè secondo me, la cantante è stata molto brava a cantare un pezzo così complesso; anche tutta la musica mi è piaciuta molto perchè la conoscevo e mi dava molta serenità .
      Alla fine dello spettacolo ci siamo fatti fare gli autografi e una foto con i cantanti lirici.
      Secondo me, in generale lo spettacolo in sè era un po' troppo per bambini piccoli. Gli attori per far partecipare i bambini delle elementari continuavano a rivolgersi a loro e io ho trovato questa cosa un po' strana.