domenica 3 aprile 2016

STORIE DI SMARTPHONE E CELLULARI


Ora scrivo io - Dopo aver letto l’articolo di Beppe Severgnini, descrivo scene di persone che usano smartphone, raccontando una storia vera o inventata. (minimo 200 parole)


                                                        di Silvia

Che bella idea poter telefonare in ogni posto del mondo ed essere raggiungibili ovunque!
Per esempio quando si è al ristorante vedo sempre più spesso persone adulte, ma anche bambini, incollate sui loro telefonini. Ma cosa dovranno mai fare queste persone se non mangiare una buona pizza o parlarsi in modo diretto? A volte sembra che sia più importante quello che c’è dentro un telefono rispetto a quello che c’è fuori.
Per me, è assurdo vedere una bambina piccola ( di uno o due anni) che gioca sempre con il telefono della madre, perché è troppo piccola per avere il telefono: dovrebbe interessarsi di più a giochi adatti alla sua età.
Intendiamoci: è bellissimo poter telefonare o messaggiare quando si ha un bisogno. E’ bello anche poter recuperare informazioni navigando su internet quando si è dentro o fuori casa ma solo nel momento opportuno.
A me, per esempio, è capitato di andare in pizzeria con delle mie amiche dell’elementari e i nostri genitori. Era passato tanto tempo dall’ultima volta che c’eravamo viste e non vedevo l’ora di rivederle. Peccato che ognuna di loro, a parte me e una mia amica, avevano il telefono e tutto il loro tempo l’hanno speso messaggiandosi una con l’altra. Io e questa mia amica volevamo buttare i loro telefoni giù dalla finestra!
Che dire, la pizza eccellente, la compagnia …. ci ripenserei!

                                                                   di Mikael
Una disattenzione, un istante fatale in una giornata frenetica: forse c'è proprio questo alla base del grave incidente che si è verificato ieri vicino alla Stazione Centrale di Milano.
Antonina Chapkina, ballerina alla scala di 26enne russa è stata travolta dal tram che transitava e ora è ricoverata in gravi condizioni all'ospedale Nigurada, proprio nel capoluogo lombardo.
Antonina, come hanno rivelato alcuni testimoni presenti sul luogo dell'incidente, stava parlando al cellulare e, non accorgendosi dell'arrivo del mezzo, si è sporta dalla banchina.
Subito dopo l'impatto è caduta a terra e ha sbattuto la testa, perdendo i sensi.
26 anni e una carriera ancora tutta da vivere. Antonina Chapkina era partita dalla Russia, giovanissima ed era riuscita a realizzare il suo grande sogno: entrare nel corpo di ballo della leggendaria Scala di Milano, luogo sacro e mistico entrato nel mito.
Ora la sua vita è appesa a un filo sottilissimo: lotta tra la vita e la morte.
Ma li fuori ci sono ancora tante cose da fare, tanti sogni da realizzare e infinite emozioni da provare.
Continuare a ballare, per l'amore di farlo.
                                                            di Lucrezia

La maggior parte dei bambini è abituata a utilizzare il telefonino di mamma e papà. Così, quando gli danno un libro e c’è una figura piccola, loro cercano di ingrandirla come sul telefono. Poi, quando vedono che la figura non s’ingrandisce, vanno da un genitore e dicono che il libro è rotto. Ci sono altri problemi causati dai telefoni: per strada molte persone, non tutte, utilizzano il cellulare, quindi sono investiti dagli autisti (anche loro distratti da questo demone della tecnologia).  Molti direbbero che la colpa è dei telefoni, NO! La colpa è delle PERSONE! Che non lo usano correttamente: appena arriva un messaggio, subito a guardarlo, aspettare di aver attraversato la strada no? Mica il messaggio vola via! Questo discorso vale anche per chi è sull’autobus, dovevi scendere alla fermata ma la salti perché stavi guardando il video di Favij su YOU TUBE. Così devi tornare indietro a piedi… ginnastica!!!. I pedoni feriti nel 2016 sono triplicati rispetto a quelli nel 2014, perciò: GUARDATE DI PIU’ LA STRADA CHE IL TELEFONO! Altre volte capita che c’è il verde, e stai fermo lì tre ore, provocando dietro di te, una coda lunga dal Duomo fino a Lima il tutto perché stavi guardando, SUL TELEFONINO, che film andare a vedere al cinema!!!


                                                                    di Marta

Certo che le cose sono cambiate adesso che esistono solo gli strumenti digitali: tra telefonini, tablet e computer sembra che non esista più nient'altro; questi strumenti non sempre servono a questioni intelligenti, ma molte volte potrebbero essere uno strumento per salvare la vita.
Allo Stade de France, per esempio, un cittadino francese coinvolto in uno degli attentati di Parigi del novembre 2015 aveva il telefonino in tasca, sul fianco, quando un proiettile lo ha colpito senza penetrarlo. È stato un miracolo: in questo caso un semplice telefonino ha salvato la vita a questo fortunatissimo signore.
Non sempre però è così, i cellulari alla guida, ad esempio, sono tra le prime cause di incidenti stradali gravi o mortali che in questi ultimi anni sono aumentati tantissimo. L’attenzione agli strumenti digitali fa distrarre le persone dalla realtà che stanno vivendo portandole anche a gravi disattenzioni che possono mettere a rischio sia gli utilizzatori, sia chi sta vicino a loro.
Una volta, in un porto della Liguria, mi è capitato di vedere un ragazzo con un iPad, che camminava su un pontile dove erano ormeggiate molte barche a vela. Stava per cadere in acqua, ma è stato fortunato perché di lì stava passando una signora che l’ha fermato appena prima che succedesse; sembrava un film e meno male che non è caduto perché non è una bella cosa cadere in un porto dove tutte le barche riversano scarichi e prodotti di rifiuto!


                                                                di Giorgio

           Come fanno delle persone a spendere intere giornate davanti ai loro smartphone? A mio parere bisognerebbe essere pazzi a stare davanti a uno smartphone per intere giornate, io non ho niente contro gli smartphone ne contro quelli che li usano, ad esempio io ce l'ho e  lo uso. Mi sorprende il fatto che della gente si faccia male anche attraversando la strada, non capisco come alcuni non siano neanche capaci di alzare lo sguardo dallo smartphone mentre attraversano la strada la strada, Mi sembra una cosa talmente banale e automatica attraversare la strada con un minimo di attenzione che non credo sarei capace di attraversare la strada senza fare attenzione.
      Qualche volta mi capita di vedere mio fratello uscire da scuola e subito chiedere alla "mamma" se può invitare o andare a casa dei suoi compagni di classe. Se gli risponde di sì o di no, per lui è quasi indifferente perché se la "mamma" gli   risponde di sì lui è tutto contento, se invece gli risponde di no, mio fratello a volte non ci rimane tanto male, perché immagina che tutto il resto del giorno lo passerà davanti al telefono o davanti al televisore, più raramente davanti al tablet. Per lui è quasi impossibile stare per due giorni senza il telefono o la televisione.
     Alla fine non posso farci niente, se no succede una catastrofe.


                                                                  di Hiber

         Oggi in qualunque posto ci troviamo squillano telefonini: al ristorante, al cinema, nei negozi, negli uffici, in macchina e persino in chiesa.
         Una volta, mi raccontano i miei genitori, se dovevi fare una telefonata e ti trovavi fuori casa, dovevi cercare una cabina telefonica e avere un gettone o una scheda telefonica per poter telefonare.
       Oggi, invece, ognuno porta con sé il suo smartphone e può in qualunque momento e in qualunque luogo telefonare o ricevere telefonate, o messaggiare o guardare documenti o collegarsi ad Internet e ai social network.
      Il telefonino può essere molto utile perché ci permette di poter essere sempre rintracciabili o di poter telefonare in caso di emergenze, però in alcuni casi può essere pericoloso o inopportuno.
      Per esempio, può essere molto pericoloso e causa di numerosi incidenti stradali quando si guida, oppure quando si attraversa la strada e si è distratti dal telefono. Oppure può essere inopportuno se ci dimentichiamo di spegnerlo a teatro, in chiesa, a scuola, o se quando siamo in tram o sul treno parliamo a voce alta facendo sentire a tutti i fatti nostri.
      Oppure può far perdere lo spirito di un incontro tra amici o quello di una cena romantica: è capitato a tutti di vedere persone che al ristorante sono sedute allo stesso tavolo ma tengono gli occhi incollati al telefono a guardare i messaggi senza parlare tra di loro.
    Recentemente, però, ho visto un servizio al telegiornale su un’importante applicazione degli smartphone per i non vedenti. Un ragazzo italiano di soli ventidue anni con altri due amici ha inventato un’interessante applicazione per i non vedenti, per cui puntando lo smartphone su un oggetto, lo smartphone è in grado di riconoscere l’oggetto tra una serie molto numerosa di oggetti memorizzati e pronuncia il nome dell’oggetto, in modo da rendere riconoscibile al non vedente tutti gli oggetti che gli stanno intorno e sapere dove si trovino le cose.
       Io direi che sarebbe meglio che tutti noi usassimo lo smartphone in modo razionale, attento e anche, qualche volta, più educato.
 

                                                              di Maria e Olivia


Ciao mi chiamo Jack, sono un signore di mezza età e sono qui per raccontarvi la mia storia con uno smartphone.
            Tutto iniziò la mattina di Natale. Quando sotto l’albero trovai un pacchetto di forma solida e rettangolare. Dentro quel pacchetto c’era uno strano apparecchio elettronico e sulla scatola c’era scritto Iphone 6s. Tutto sorpreso, andai da mia moglie, Charlotte, e le chiesi come mai avessi ricevuto un cellulare. Lei mi spiegò che per essere aggiornato e “moderno” avrei dovuto avere uno di questi apparecchi. Lei mi disse anche che con questo “Iphone” avrei potuto leggere il corriere, mandare messaggi, guardare la mail e guardare facebook. Ero entusiasta!
La mattina seguente andai al negozio “3” per comprare una sim e fare un contratto telefonico. Tornato a casa mi feci spiegare da mio figlio come si usasse. Ero davvero preso! Guardavo ogni secondo se qualcuno mi avesse mandato un messaggio, se mi fosse arrivata un notifica da facebook e se qualcuno mi avesse mandato una mail. Era diventato così tanto la mia mania che non prestavo più attenzione al resto che succedeva intorno a me.
Un giorno mi feci tutte le mie scale a chiocciola rotolando. Per fortuna non mi feci niente di grave. Un altro invece presi uno spigolo diritto in fronte. Ma l’episodio che mi fece notare di più che non prestavo più attenzione alle cose che facevo, fu quello in cui una mattina presto, mentre andavo al lavoro, e, come al solito, avevo lo sguardo fisso sullo schermo del telefono passai col rosso, non accorgendomene, ma per fortuna il signore che era alla guida riuscì a frenare in tempo e a non tirarmi sotto.
Da quel giorno capii che il telefono è un utensile molto all’avanguardia e che, se usato bene, può essere di grande aiuto, ma se usato in modo inappropriato e in modo smisurato può diventare una vera e propria arma letale! Si vede proprio che io non sono un uomo che è nato nell’era digitale.    



                              di Francesca
Era un caldo  giorno d’estate in una piccola cittadina di montagna l’aria era fresca, io stavo prendendo la macchina per andare al lavoro, quando, vedo una mamma con la sua bambina che stanno attraversando la strada con il rosso: avevano entrambe il cellulare in mano ma la bambina aveva poco più di cinque anni.
       La bambina ad un certo punto lascia la mano della mamma e comincia a correre, la mamma non se ne accorge neppure perché era concentrata a litigare su WhatsApp, così pensai: ‘’ ma se intervenissi?’’, così afferrai la bambina per un braccio giusto in tempo visto che in quel momento arrivò una macchina che non vide la mamma e la investì. Fortunatamente non era un pirata della strada infatti si fermò, scese subito dall’auto per accettarsi delle condizioni della signora, insieme abbiamo chiamato l’ambulanza, per fortuna non era nulla di grave, per tutti fu un grande spavento soprattutto per la bambina.